Dopo le iniziali proteste della gente del primo pomeriggio coincidente con lo sbarco delle prime tonnellate di rifiuti al porto di Cagliari, nella notte dell’11 Gennaio succede l’imprevisto.Gli ultrà attaccano la villa di Soru.E’ guerriglia urbana, mai vista così prepotente nel centro cittadino di Cagliari.Tanto meno contro un governatore della Regione Sardegna.
Eppure nei pressi del sagrato della Basilica di Nostra Signora di Bonaria, c’è stata l’azione devastatrice dei teppisti che intorno alle 23 della notte hanno preso d’assalto con sacchi di spazzatura, e sassi, e pietroni, la villa del presidente della Regione Sarda, Renato Soru, che sorge sul lato destro della piazza.
*I sassi lanciati contro le forze di polizia, infatti, sono stati ricavati dai manifestanti spaccando gradini e pavimenti con spranghe di ferro ottenute sradicando dal terreno i dissuasori di parcheggio che circondano la zona, pavimentata con un prezioso e antico acciottolato che riproduce lo stemma dei Padri Mercedari, custodi della Basilica.
Una notte di guerriglia, con sette arresti e numerosi feriti, per dire no all’arrivo dei rifiuti campani nell’isola. Ma potrebbe non essere bastato, perché già sembra che dal porto di Napoli siano partiti due traghetti carichi di monnezza e diretti l’uno in Sardegna, l’altro in Sicilia dove è previsto lo sbarco di 1.500 le tonnellate di spazzatura.
Anche il governatore Soru, che era in casa durante gli scontri, non sembra intenzionato a fare marcia indietro, limitandosi a stigmatizzare duramente quanto accaduto: “Ci sono uomini politici della destra, anche con responsabilità istituzionali, che hanno istigato gruppi di facinorosi e violenti solleticando i loro peggiori istinti”, ha detto. Pare infatti che uno dei motivi scatenanti dei tafferugli sia la rivalità calcistica tra i gruppi di ultrà del Cagliari e quelli del Napoli.
La vicenda sarebbe quindi stata sfruttata in modo strumentale per dare sfogo a vecchi rancori. Della stessa opinione anche il questore di Cagliari, Giacomo Deiana, per il quale i disordini sono stati provocati da “gente che non aveva niente a che fare con la protesta, pagata per andare lì”.
Nonostante quanto accaduto, molte regioni potrebbero seguire l’esempio della Sardegna. almeno è quello che si augura il presidente del Consiglio Romano Prodi, che a margine delle celebrazioni per l’ingresso di Malta nell’euro è tornato sul tema dell’emergenza rifiuti. “Io sto lavorando, ieri, stanotte e stamani”, ha detto, “perché il medesimo senso di responsabilità e solidarietà venga dato anche da altre Regioni, alcune hanno già risposto e altre stanno rispondendo”. Resta da vedere come la prenderanno i cittadini.
*news tratta dal blog di panorama